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Lega, scuola: lezioni di dialetto e pene più severe per chi aggredisce i prof


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Lezioni di veneto obbligatorio nelle scuole dell’obbligo e inserimento del dialetto romanzo tra le lingue delle minoranze tutelate dall’articolo 6 della Costituzione, al pari delle comunità albanesi, germaniche o francofone. Il sogno della Lega di rendere il veneto una lingua è tornato alla Camera, con una proposta di legge presentata da Massimo Bitonci, attuale sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico.

I dialetti

In base a quanto riporta Orizzonte scuola, per Bitonci bisogna “prevedere l’insegnamento delle lingue regionali nelle scuole di ogni ordine e grado, con una particolare attenzione alla scuola dell’infanzia, affinché il bambino possa parlare la sua lingua materna”. Certo, i dialetti sono un bene e una tradizione da tutelare, ma la padronanza dell’italiano tra i giovani, secondo l’Accademia della Crusca, non è così solida da permetterci di trascurarla per andare a insegnare il dialetto regionale a scuola.

Anche il termine “lingua materna”, non è proprio azzeccato, dato che ufficialmente chi nasce in Italia è di madrelingua italiana e non abruzzese, ascolana o maceratese, tranne nel caso si nasca bilingue nelle zone dove sono presenti minoranze linguistiche tutelate. Queste però rappresentano delle eccezioni e nascono o dalla presenza di un’appendice linguistica estera, stabilizzatasi nel nostro paese nel corso dei secoli, o da varietà linguistiche parlate storicamente sul territorio, sorelle dell’italiano, ma evolutesi secondo proprie regole, tanto da risultare profondamente diverse.

Non è però il caso di tutti i dialetti e, nel 2018, la Corte costituzionale ha sottolineato “l’assenza di ogni evidenza di tipo storico o sociologico che rilevi nella popolazione del territorio veneto connotati identitari tali da giustificare un trattamento giuridico quale minoranza nazionale”. La Lega potrebbe quindi cercare strade alternative per dare la giusta tutela al dialetto veneto. Soprattutto considerando che un paese con il 27,7% di analfabetismo funzionale tra gli adulti, il livello più alto in Europa, e la più bassa conoscenza dell’inglese in Unione europea, secondo dati Ocse e dell’English proficency index, avrebbe bisogno di altri interventi verso la scuola.

Aggressioni in classe

Oltre all’insegnamento del dialetto, la Lega vorrebbe anche approvare una legge per inasprire le pene verso chiunque aggredisca un membro del personale scolastico. La proposta è stata presentata dal deputato Rossano Sasso, il quale ci aveva già provato prima del Covid. È bene dire che esistono già tutti i dispositivi legislativi necessari per farlo e le pene sono le stesse previste per una qualunque altra aggressione, non motivata da odio razziale o religioso. Inoltre, a differenza delle aggressioni per motivi politici, l’attacco a un insegnante è già aggravata dai “futili motivi”.

Risulta quindi interessante vedere come la Lega usi due pesi e due misure in materia di aggressioni. Infatti, il partito del Carroccio aveva contrastato la proposta di legge Zan contro l’omolesbobitransfobia e l’abilismo, che prevedeva pene più severe in caso di aggressioni motivate dall’odio contro comunità lgbtq+ o verso le persone con disabilità, proprio sostenendo che il quadro giuridico italiano contenesse già tutti i dispositivi legislativi necessari per tutelare queste persone dalle aggressioni. 

Fonte: www.wired.it

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