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Di cosa si discute al G7


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Joe Biden e Boris Johnson al G7 di Carbis Bay (Foto:Ipa)

Nella piccola cittadina di Carbis Bay, in Cornovaglia, stanno incominciando i lavori del G7, il vertice dei leader politici delle più importanti economie del mondo. Oltre all’Italia, ne fanno parte Canada, Francia, Germania, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti, più l’Unione europea. È il primo vertice in presenza dall’inizio della pandemia e coincide con la prima visita del presidente statunitense Joe Biden in Europa.

Tra i temi sul tavolo del summit si troveranno sicuramente l’ambiente, la nuova global tax sulle multinazionali approvata dai ministri delle finanze del G7, la situazione pandemica e le campagne vaccinali mondiali. Convitato di pietra sarà probabilmente la Cina, la cui ascesa economia e tecnologica preoccupa tutte le altre potenze. Il premier britannico Boris Johnson ha anche invitato al meeting Australia, Corea del sud e India, i principali rivali della Cina nell’indopacifico. Infine, l’ultimo grande tema sarà il rilancio delle relazioni tra gli Stati Uniti e gli altri paesi, nella speranza di rafforzare il multilateralismo, dopo gli anni di isolamento dovuti alla precedente amministrazione guidata da Donald Trump.

Almeno nelle intenzioni di Biden, questo G7 e il successivo meeting Nato di lunedì 14 giugno saranno le prime occasioni per dimostrare che gli Stati Uniti sono tornati sulla scena mondiale e sono pronti a riassumere il loro ruolo di leadership. L’obiettivo sarebbe quello di rilanciare le democrazie globali, si legge sul The Atlantic, in funzione del contenimento della Cina, principale competitor degli Stati Uniti. Biden sta muovendo la sua politica proprio in funzione di vincere la competizione globale contro il dragone asiatico, sia sul piano economico e tecnologico, sia su quello dell’influenza internazionale.

Gli altri temi caldi sono la lotta contro il cambiamento climatico e il sostegno dei paesi in via di sviluppo nella transizione ecologica e nell’abbandono dei combustibili fossili. Il raggiungimento degli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi saranno il tema cardine della conferenza internazionale sul clima Cop26, che si terrà sempre in Regno Unito a novembre. I paesi del G7 hanno promesso di raggiungere le emissioni 0 nel 2050, ma, secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, sono le economie emergenti a produrre il 90% delle emissioni. Per questo è fondamentale che i paesi più ricchi trovino un accordo per sostenere le altre economie nel passaggio a fonti energetiche più pulite.

Infine l’ultimo tema fondamentale riguarderà lo status della pandemia e le azioni da intraprendere per completare la campagna vaccinale in tutto il mondo. Secondo Euractive, i leader del G7 potrebbero uscire dal vertice con la promessa di donare circa un miliardo di vaccini a tutte le nazioni più povere. Tuttavia, le disuguaglianze nelle distribuzione dei vaccini sono così ampie che l’organizzazione non governativa Oxfam ha ipotizzato potrebbero volerci più di 50 anni perché le nazioni a basso reddito possano raggiungere lo stesso livello di protezione dal coronavirus delle potenze più ricche. Lanciando quindi un appello a un maggiore impegno.

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Fonte: www.wired.it

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