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Covid-19| Impatto sugli adoloscenti| come tutelare il benessere psicologico


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I cambiamenti sociali avvenuti (e che continuano ad avvenire) con la diffusione dei contagi per Covid-19 non hanno rivelato solo aspetti negativi nel vissuto quotidiano degli adolescenti. Alcuni ragazzi infatti hanno mostrato atteggiamenti esemplari, andando a compensare le difficoltà dei genitori, prendendosi cura dei fratelli più piccoli, offrendo aiuto alle persone più deboli (es. facendo spesa per gli anziani del palazzo).

E’ importante non perdere l’attenzione sui soggetti che più di tutti hanno sofferto il cambiamento, in particolar modo i ragazzi che già affrontano psicopatologie nel loro quotidiano, ma ancora una volta si resta sorpresi di fronte alla sensibilità che gli adolescenti sono in grado di dimostrare.

E’ quanto emerge dall’analisi di Gianni Lanari, psicoterapeuta responsabile dei Pronto Soccorso Psicologico Roma Est. “I giovani – analizza il Dottore – sono spesso accusati di superficialità, mancanza di valori, svogliatezza, fragilità, in realtà hanno solo bisogno di essere ascoltati, osservati e non giudicati. Inoltre, investire sul benessere psicologico degli adolescenti, è sinonimo di investimento per il futuro”.

Covid-19, come è cambiata la vita degli adolescenti

C’è chi sostiene che gli adolescenti abbiano più di tutti sofferto il cambiamento e chi invece parla di una sorta di immunità psicologica dovuta ad uno stile di vita adolescenziale già di per sé “distaccato” dalla realtà.

In una fase della vita in cui le vecchie certezze dell’infanzia abbandonano la psiche per lasciar spazio a nuove realtà sociali, in cui sicurezze, autostima, pensieri, convinzioni, atteggiamenti, non seguono più una linea “verticale” (dall’autorità genitoriale al figlio), ma “orizzontale” in cui fondamentale è il confronto con il gruppo dei pari, il corona virus ha infilato una barriera proprio all’interno di ciò che per l’adolescente caratterizza una dimensione essenziale.

 Gli adolescenti a contatto con la famiglia

Dovendo obbedire alle regole dell’isolamento sociale e della quarantena domiciliare, il ragazzo è tornato a confrontarsi con il contatto prolungato con i propri genitori. Un po’ come tornare ad una condizione infantile, dunque, di continua interdipendenza con le autorità familiari.

Non c’è da stupirsi se in una condizione simile si siano osservati:

  • l’aumento di conflitti intrafamiliari,
  • un aumento dello stress psicologico,
  • un abbassamento del tono dell’umore,
  • un aumento della dipendenza da dispositivi tecnologici.

Tutte condizioni che si sono legate, sia in prospettiva di cause che di conseguenze, con problematiche legate:

  • alle abitudini alimentari;
  • al ciclo sonno-veglia;
  • alle difficoltà scolastiche;
  • alle altre difficoltà psicologiche più o meno gravi.

Il covid-19 porta con sé la reale possibilità di vivere esperienze traumatiche come:

  • l’isolamento forzato;
  • la forzata separazione da uno o entrambi i genitori.

Questo capita quando devono subire un ricovero o un allontanamento fiduciario. In alcuni casi, i ragazzi sono stati ospitati all’interno di strutture di accoglienza.

Covid-19 e impatto sulle famiglie

Anche le famiglie non toccate dai contagi, hanno comunque subito la riduzione delle proprie risorse economiche: infatti, alcuni genitori hanno perso il lavoro. La perdita del reddito è già di per sé una fonte di stress per l’adulto ed ha conseguenze sia immediate che a lungo termine per la famiglia, poiché iniziano a venir meno anche i bisogni primari.

È facile immaginare come questo influisca su diversi livelli della vita quotidiana, da quello della sussistenza a quello in cui viene meno la possibilità di accedere a strumenti tecnologici indispensabili per servizi come la didattica a distanza, attività di telemedicina e tele-riabilitazione, così come il semplice mantenimento delle relazioni familiari e il gruppo dei pari.

Tale approccio al cibo, quando associato a preesistenti condizioni di sovrappeso o obesità, porta inevitabilmente ad un peggioramento dello stato di salute. La mancanza di una routine strutturata tipica di un adolescente (sveglia-scuola- studio-sport-socialità) ha intaccato anche la sfera del sonno. Infatti, ci sono genitori che hanno spiacevolmente osservato nei propri figli la tendenza a restare molte ore a letto, prediligendo orari tardivi di addormentamento e risvegli sregolati durante la mattina.

Covid e scuola

L’interruzione delle lezioni in presenza ha fatto emergere alcuni aspetti. Paradossalmente ha aiutato coloro che  patiscono il confronto diretto con i compagni e gli insegnanti, sperimentano ansia da prestazione o soffrono di altri disturbi internalizzanti, come la fobia sociale e la fobia scolastica, a superare alcuni blocchi personali.

 Gli insegnanti stessi sono stato visti sotto una luce diversa agli occhi degli studenti. Alcuni di loro – secondo quanto racconta il Dott. Lanari – riferiscono di vederli sotto una prospettiva più “umana”. Poter entrare virtualmente nelle loro case, ha permesso agli alunni di osservare i propri insegnanti in un contesto diverso, quello della quotidianità, riducendo l’ottica dell’asimmetria tra docente-autorità e alunno.

È stato possibile, ad esempio, sciogliere molte tensioni normalmente presenti nel contesto classe, magari durante un’interrogazione, donando un feedback positivo all’allievo più sensibile.

Covid-19, la psicoterapia può aiutare gli adolescenti (e non solo)

Tutto questo, associato alla mancata possibilità di accedere agli spazi esterni per poter esercitare attività fisica come parchi, campi gioco, palestre, associazioni sportive, ha portato a sperimentare un aumento dell’irritabilità nell’adolescente ed una maggiore predisposizione ai conflitti.

Ricordiamo che la pratica sportiva, sin dall’infanzia, oltre che sana per il corpo, è anche risorsa indispensabile all’apprendimento della cooperazione, della gestione sana dei conflitti interpersonali, del rispetto dei turni, della tolleranza e sublimazione dello stress.

In un periodo difficile e complesso come questo l’aiuto tempestivo di uno specialista può essere quanto mai decisivo e necessario.

Maria Giovanna Ginni, psicologa del Pronto Soccorso Psicologico “Roma Est” sottolinea che “é importante non aspettare che siano le sofferenze a parlare di loro, non attendere che la crescita si strutturi su una base psicopatologica trascurata …. così come in medicina, anche per la salute psicologica, il contatto preventivo con una figura specialistica nei giusti tempi favorisce uno sviluppo più funzionale ed equilibrato”.

Fonte: news.google.com

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